giovanni federico
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painting
Pittura e scultura si articolano in maniera organica nel suo lavoro. Al legno, supporto bidimensionale delle sue opere, questo creatore incorpora i suoi protagonisti lavorati in argilla o resina.“ Pittura istallativa” la chiama, senza troppe pretese, l’'artista”, modo di definizione possibile per questo tipo di costruzione, che da una tridimensionalità misurata basa alla sua composizione nella visibilitá della pittura. La contrapposizione tra la leggerezza suggerita dallo stiramento dato da Giovanni alle sue figure, e la pesantezza inerente alla dimensione volumetrica, é una delle varie divergenze risolte plasticamente dall’ artista. Onedys Calvo Noya
tren de vida (2011)
senza titolo (2011)
volo metropolitano (2010)
vita solubile (2010)
world (2010)
peripato (2010)
senza titolo (2010)
senza titolo (2010)
senza titolo (2007)
senza titolo (2007)
senza titolo (2010)
equilibrio (2008)
senza titolo (2007)
senza titolo (2007)
malecon (2007)
senza titolo (2007)
senza titolo (2008)
autunno (2007)
matrimonio (2008)
senza titolo (2009)
senza titolo (2008)
via col vento (2007)
frequenza (2008)
senza titolo (2010)
senza titolo (2007)
senza titolo (2007)
senza titolo (2007)
senza titolo (2008)
senza titolo (2009)
senza titolo (2009)
senza titolo (2010)
senza titolo (2009)
senza titolo (2009)
l'angelo custode (2010)
penultima cena (2009)
senza titolo (2011)
senza titolo (2009)
il nuotatore (2009)
stile libero (2008)
la coda (2008)
scioglimenti (2008)
senza titolo 2011
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photography
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serie: "randagi"
articles
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gaetano testa
giofederico è un madonitasui 30anni scultore pittore registae tuttavia taciturno anche se attentoestraneo alle comunità nostraneche si danno da fare nel mondicolodelle arti e dei mestieriper cui non si capisce bene da dove arrivanole specifiche cure che immette nel suo lavoro e lavoriodi pittore e di scultorepare senza scuola e lontano dall'accademiama i colori i rilievi le figurela regia complessiva dell'immaginee i movimenti che ne orientano le significazionihanno la chiarezza e la definizione precisedi chi ne ha l'abitudine e il controlloinsomma un assessore neofita direbbe spicciosa quel che fa e quello che vuole(a caldo me l'ero appuntata cosìsono quadri pittori e pittoreschiche raccontano una doppia nostalgianon solo visiva della scena teatralee della memoria del presente) non mi è chiaroma per mio limite di strumentio guasti o non idonei o come me vecchise e quanto di giofederico stianei quadri e nelle sculture che facon tanta evidente periziainfatti non saprei dire a quale complessivoorizzonte sentimentale o intellettualeo anche soltanto brutalmente sensorialepossa essere ascritto il suo lavorodove anche agiscono atmosfere ultracarichedi riferimento all'espressionismo europeo(con inclusione degli umori foschi delle favole dei fratelli grimm)all'apologo sociografico strettamente nostranodi certe raccolte gnomiche di capuanama ho pure nella memoria alcuni brevissimi movimentidel suo lavoro di registache scandiscono nella trasparenzae nel passo una sospensione classica di significato(forse giofederico respira il mondo alla manieradell'uomo caduto sulla terra nella figuraieratica di david bowe)e infine tutte le sue pitture sono quasi sculture colorateil che accresce gli enigmi del colloquiocon un tale autorecosa che a me fa molto sangueanche perché mi esime dal fare riferimentoa quanto vedo ricorrere in giroguardo ciò che lui fa edentro me vado sciogliendo i nodi in cui m'imbattoGaetano Testa
article 2
Il corpo raccontato, tra malinconia e sensualità. di Tanino Bonifacio
La crisi dell'uomo contemporaneo nel delineare l'identità della propria coscienza, l'impossibilità di praticare il proprio pensiero, le idee o le ideologie quali normali percorsi del quotidiano, rendono il "corpo" l'unico personaggio e protagonista del teatro dell’ esistenza. L'opera pittorica di Giovanni Federico è il racconto di questo teatro umano popolato da corpi e personaggi poco probabili, costruiti con segni, forme regressive e minimaliste tanto da fare cogliere nei soggetti dipinti, non il dettaglio fisiognomico o illustrativo, ma l’intrigante contenuto simbolico.Il corpo è il primo e più naturale strumento dell'uomo. O, più esattamente, senza parlare di strumento, il corpo è il primo e il più naturale oggetto tecnico e nello stesso tempo, mezzo tecnico dell'uomo (Marcel Mauss, Teoria generale della magia).Il corpo raccontato diventa puro gesto di provocazione, un gesto pittorico, un pensiero "ironico" che entra nella escena della vita, dopo che il "tragico" ha schernito la dignità umana, imponendo la banalità, la mediocrità e la caduta di ogni residua speranza.La pittura di Federico è la costruzione di racconti che si prendono gioco della seriosità delle forme convenzionali della vita, quella vita sorretta dalle stampelle della fredda logica del profitto e del principio di prestazione.Donna in bicicletta, Uomo e albero, Uomo al tramonto sono opere con corpi fluttuanti, immagini umane quasi azzerate nei lineamenti fisionomici che affidano ad un corpo esangue ed epidermico la rappresentazione divertita e giocosa della topografia umana, un po 'malinconica e un po' poeticamente sensuale."Malinconia e sensualità" è il dualismo evidente nella pittura di Giovanni Federico, un dualismo che segnala la necessità di approdare e vivere il "corpo" nell'arte quale luogo simbolico e al contempo organico, animale o vegetale, vero fenomeno antropologico dove tutto può essere contenuto: erotismo, emozione, vita, morte.Dell’erotismo si può dire che è l’approvazione della vita fin dentro la morte (Georges Bataille, L'erotismo).Il corpo "simbolico" racconta e ride delle verità sociali e morali, il corpo "organico", filiforme, anoressico, quasi disegnato fluisce matericamente sulla tela diventando un luna-park nel quale impazza la festa delle forme vitali e primordiali dell'uomo. Dunque, da Grosz a Otto Dix fino ad André Derain, Egon Schiele e Alberto Giacometti, il corpo si aggira nell’arte visiva un po' quale strumento di protesta, altre volte quale simbolo sociale, diventando spesso uno spazio esistenziale. Ma il corpo, piuttosto i corpi raccontati dalla pittura di Federico, diventano unguenti di miele, pozioni salutari che aiutano a vivere nonostante la presenza del "tragico", nonostante la banalità dei gesti e delle parole che abitano il tempo di questa vita presente.
article 3
Dell' elastico dell’' essere di Onedys Calvo Noya
Una proposta di congregazione di procedimenti creativi, e di equivalenze di tenzioni, é quella che ci propone la Casa Alejandro de Humboldt con il lavoro dell’ artista italiano Giovanni Federico. Pittura e scultura si articolano in maniera organica nel suo lavoro.Al legno, supporto bidimensionale delle sue opere, questo creatore incorpora i suoi protagonisti lavorati in argilla o resina. “Pittura istallativa” la chiama, senza troppe pretese, l’artista”, modo di definizione possibile per questo tipo di costruzione, che da una tridimensionalità misurata basa la sua composizione nella visibilitá della pittura. La contrapposizione tra la leggerezza suggerita dallo stiramento dato da Giovanni alle sue figure, e la pesantezza inerente alla dimensione volumetrica, é una delle varie divergenze risolte plasticamente dall’ artista. I suoi personaggi, sono molto espressivi e dialogano con raffinato spirito naif, nel quale il ieratismo soggiacente ad ogni figura, si traveste di leggerezza data dalla semplificazione e dallo stiramento delle proporzioni; e nelle forme curve dei pezzi addossati. Cosi’ sconfina dalla planimetría, ben definita dalla colorazione piana tanto dei personaggi, quanto nel fondo sprovvisto di prospettiva e motivi aneddotici. Tutto si concentra nella scena principale raccontata in primo piano.Cineasta di formazione, il dialogo con i codici di questa manifestazione si percepiscono nel carattere narrativo di ogni quadro, portatori di un dramatismo velato, nel quale l’ autore mette particolare enfasi.Nell’ apparente ingenuitá e mancanza di contestualizzazione si localizzano temi altamente sensibili e facilmente comprensibili da qualunque spettatore.Per la mostra Guasti e scioglimenti l’ artista ha infocato le metafore della sua rappresentazione fino ad arrivare ai “guasti” a cui si espone l’uomo, sia físicamente che emotivamente. I suoi personaggi si infilano, si contorsionano, o si distruggono in un linguaggio sintetico che ci rimette inmediatamente alla capacità necesaria dell’ essere umano di perpetuare la propria esistenza, per adattarsi, tramutarsi, resistere e trasgredire. Ogni opera si converte in uno spazio di espressione e catarsi davanti agli affronti ecologici e psichici del uomo nella sua interazione sociale.Il modo di suggerirlo di Federico, non ci fa tremare, ci seduce con il suo ingannevole lirismo, e ci conduce a visitare un racconto apparentemente estraneo, nel quale la nostra realtá si prefigura chiara nel gioco con la duttibilitá , articolato da Giovanni Federico. Onedys Calvo NoyaOficina del Historiador
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about me
Giovanni Federico nasce a Petralia Sottana (Palermo, Sicilia) il 2 Novembre 1973. Nel 1993 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo. Posteriormente comincia a dedicarsi alla regia cinematografica arrivando nel 2000 alla Escuela Internacional de Cine y Televisión de San Antonio de Los Baños (EICTV, La Habana, Cuba) per seguire i corsi di Direzione Scenica e Realizzazione Cinematografica. Ha scritto e diretto vari cortometraggi. Pittore e scultore autodidatta dal 1992.ESPOSIZIONI2007 - Personale di pittura "LUCE CHE RACCONTA", GALLERIA AGORA (Palermo, Sicilia, Italia)2008 - Personale di pittura "GUASTI E SCIOGLIMENTI", GALLERIA HUMBOLDT (Habana, Cuba)2008- GALLERIA CORIMBO (Palermo, Italia)2009 - FIERA "ARTE GENOVA 2009", (Genova, Italia), GALLERIA GAUDI (Madrid, España)2009 - "ARTE E POTERE", CASTELLO ESTENSE (Ferrara, Italia)2009 - Collettiva, GALLERIA GAUDI (Madrid, España)2009 - Collettiva, IMMAGINI-SPAZIO-ARTE (Cremona, Italia)2010 - "MARE NOSTRUM" SATURA ARTE, (Genova, Italia)2010/11- "THE ODYSSEY WITHIN" AGORA GALLERY (New York, Stati Uniti)2011- Finalista "PREMIO CASCELLA 2011” (Ortona, Italia) 2011- "IV BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA GenovARTE” (Genova, Italia)2011- “FORLI FIERA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA” (Forlì, Italia)2011- PREMIO "ANTONINO MAGGIO 2011" (Fondazione Ignazio Buttitta, Sicilia, Italia) FILMOGRAFIA1997 - LA OTRA CARA DE LA LUNA (12 min.) ITALIA. Dir: Giovanni Federico. 1997 – LE VOYAGEUR (14 min.) ITALIA. Dir: Giovanni Federico. 1998 - NUBE DE COBALTO (22 min.) ITALIA. Dir: Giovanni Federico. 1999 - El CORDERO (3 min.) ITALIA. Dir: Giovanni Federico. 2000 – VIVIDE RIMEMBRANZE (7 min.) CUBA. Dir: Giovanni Federico. 2001 - LLAVES (7 min.) CUBA. Dir: Giovanni Federico. (Selezionato al 50 ° TAORMINA FILM FEST) 2002 - PROVINI (18 min.) CUBA. Dir.: Giovanni Federico 2003 - NODI (5 min) CUBA. Dir: Giovanni Federico. (Selezionato al NOTODOFILMFEST, España) 2004 – PASAJE DE IDA (16 min.) CUBA. Dir: Giovanni Federico. (In concorso al 26 ° FESTIVAL INTERNACIONAL DEL NUEVO CINE LATINOAMERICANO, La Habana, Cuba) 2005 - NO TE ACUESTES (16 min.) CUBA Dir: Giovanni Federico (Seleccionado al 27 ° FESTIVAL INTERNACIONAL DEL NUEVO CINE LATINOAMERICANO, La Habana, Cuba 2005); FESTIVAL DE CINE POBRE DE JIBARA (JIBARA, CUBA 2006); FESTIVAL ZEMOS (España 2006).
tel:(+39)3493197151 contatto:giofederico_yahoo.it
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